Ritenzione urinaria post intervento di prostatectomia
Gentili Dottori, sono stato operato il 25 ottobre u.s. di prostatectomia radicale per la presenza di un adenomacarcinoma Gleason score 6(3+3), pT2c, pNO, pMx. Il mio decorso postoperatorio si è complicato per ritenzione urinaria in data 29 novembre, nonostante il giorno precedente mi sia stata eseguita l'uretroscopia flessibile, che ha evidenziato pervietà dell'anastomosi vescicouretrale, normotono sfinterico con conseguente rimozione del catetere vescicale e abbia poi urinato spontaneamente.
In seguito alla suddetta ritenzione mi è stato reintrodotto il catetere (misura 18), che dovrò portare fino al 13 dicembre, seguire una cura a base di Ciproxin 1000 a rilascio modificato e un antinfiammatorio a base di cortisone, Mictasone supposte. Mi hanno detto che c’è una stenosi dovuta all’infiammazione dell'uretra e che quindi essa, in seguito a questa cura, dovrebbe dilatarsi e risolvere il problema.
Se così non sarà quale altra soluzione ci sarebbe?
Vorrei sapere il vostro parere a riguardo. Grazie
In seguito alla suddetta ritenzione mi è stato reintrodotto il catetere (misura 18), che dovrò portare fino al 13 dicembre, seguire una cura a base di Ciproxin 1000 a rilascio modificato e un antinfiammatorio a base di cortisone, Mictasone supposte. Mi hanno detto che c’è una stenosi dovuta all’infiammazione dell'uretra e che quindi essa, in seguito a questa cura, dovrebbe dilatarsi e risolvere il problema.
Se così non sarà quale altra soluzione ci sarebbe?
Vorrei sapere il vostro parere a riguardo. Grazie
non si preocupi, la stenosi dell' uretra dopo prostatectomia è una complicanza frequente, le consiglio di continuare a seguire i consigli dei colleghi
cordiali saluti
Dott. Giuseppe Quarto
cordiali saluti
Dott. Giuseppe Quarto
Dott. Giuseppe Quarto. Urologo andrologo
rep urologia Ist. tumori Napoli fond Pascale
www.andrologo-urologo.com
Difficile rispondere senza avere conoscenza precisa quale quella che ha chi l'ha operata.
Cmq se la ritenzione non dipende da una sclerosi dell'anastomosi come le è stato detto dopo la cist flessibile, c'è da pensare che sia susseguente ad una infiammazione.
In tale caso si dovrebbe risolvere.
Avrà sicuramente capito male quando riferisce che Le hanno detto che la ritenz è secondaria ad una stenosi considerato che il gg prima
sono entrati in vescica con un cistosc. flessibile.
Cordiali saluti
Cmq se la ritenzione non dipende da una sclerosi dell'anastomosi come le è stato detto dopo la cist flessibile, c'è da pensare che sia susseguente ad una infiammazione.
In tale caso si dovrebbe risolvere.
Avrà sicuramente capito male quando riferisce che Le hanno detto che la ritenz è secondaria ad una stenosi considerato che il gg prima
sono entrati in vescica con un cistosc. flessibile.
Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

Utente
Gentilissimi Dottori, grazie per le risposte. Vedrò di capire meglio la mia situazione la prossima volta che andrò in ospedale.
Distinti saluti
Distinti saluti
Ritengo opportuno che lei segua i consigli avuti dai colleghi che l'hanno operata anche se discuto l'ipotesi circa la quale una stenosi sarebbe dovuta all'infiamamzione dell'uretra...una stenosi se c'è c'è e basta, del resto se il canale fosse stato infiammato con l'uretroscopia flessibile l'avrebbero visto e glielo avrebbero detto. Dunque per ora faccia la terapia antibiotica ed antiinfiammatoria e si faccia rivalutare poi alla rimozione del catetere.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
Cordiali saluti,
dott. Daniele Masala.
Dirigente Medico Urologo UOC Urologia Pozzuoli
Perfezionato in Andrologia
Consulente Uro-Oncologo

Utente
Grazie alla Dr. Daniela Masala per la sua cortese risposta. Martedì 11 dicembre (anzichè il 13) andrò per la rimozione del catetere e mi auguro che il problema si sia risolto. Vi informerò comunque del risultato.

Utente
Gentilissimi Dottori,
Vi comunico che il mio problema sulla ritenzione urinaria post intervento di prostatectomia radicale è stato definitivamente risolto. Gli urologi mi hanno spiegato che, oltre ad aver dilatato l'uretra, hanno dovuto praticare due tagli all'interno dell'anastomosi vescicouretrale, in quanto la cicatrice che si era venuta a formare era tale che impediva il deflusso regolare delle urine. Ma adesso mi si presenta il problema opposto: l'incontinenza, che del resto mi era già stato prospettato prima dell'intervento. Oltre a dovermi 'difendere' con i pannolini dalle incresciose perdite, chiedo se ci sono sistemi, metodi o cure particolari per risolvere al più presto questa situazione? L'ho chiesto ai miei dottori e loro mi hanno risposto che fra un mese, quando dovrò presentarmi in ospedale per il primo controllo, mi diranno cosa fare.
Mi sembra un po' lungo aspettare!
Vi comunico che il mio problema sulla ritenzione urinaria post intervento di prostatectomia radicale è stato definitivamente risolto. Gli urologi mi hanno spiegato che, oltre ad aver dilatato l'uretra, hanno dovuto praticare due tagli all'interno dell'anastomosi vescicouretrale, in quanto la cicatrice che si era venuta a formare era tale che impediva il deflusso regolare delle urine. Ma adesso mi si presenta il problema opposto: l'incontinenza, che del resto mi era già stato prospettato prima dell'intervento. Oltre a dovermi 'difendere' con i pannolini dalle incresciose perdite, chiedo se ci sono sistemi, metodi o cure particolari per risolvere al più presto questa situazione? L'ho chiesto ai miei dottori e loro mi hanno risposto che fra un mese, quando dovrò presentarmi in ospedale per il primo controllo, mi diranno cosa fare.
Mi sembra un po' lungo aspettare!
Complimenti! Adesso dovrà seguire pedissequamente le direttive del suo urologo sui controlli del psa e degli altri controli clinico-strumentali.
Cordiali saluti ed auguri di Buone Feste,
dott Daniele Masala.
Cordiali saluti ed auguri di Buone Feste,
dott Daniele Masala.

Utente
Grazie per la cortese risposta!
Saluto calorosamente e ricambio gli auguri di BUONE FESTE
Saluto calorosamente e ricambio gli auguri di BUONE FESTE

Utente
Gentili Dottori,
Sono soddisfatto di tutte le risposte che mi avete dato, ma adesso mi rivolgo a voi, in particolare ad un andrologo, con un nuovo quesito.
In seguito al mio intervento di prostatectomia radicale di cui sopra, sono già stato avvisato che sarei andato incontro, per qualche anno, ad una disfunzione erettile, il che si sta puntualmente verificando. In pratica durante l'atto sessuale il pene si gonfia, ma non si fa e non si mantiene duro per rendere possibile la penetrazione, anche se riesco a raggiungere l'orgasmo in seguito a varie sollecitazioni. Vorrei sapere (dato che non mi è stato spiegato):
1) perché s'inceppa il meccanismo dopo l'asportazione della prostata
2) se sono certe le probabilità di recupero
3) il recupero avviene spontaneamente o devo essere essere sottoposto a qualche terapia.
Grazie per le risposte
Sono soddisfatto di tutte le risposte che mi avete dato, ma adesso mi rivolgo a voi, in particolare ad un andrologo, con un nuovo quesito.
In seguito al mio intervento di prostatectomia radicale di cui sopra, sono già stato avvisato che sarei andato incontro, per qualche anno, ad una disfunzione erettile, il che si sta puntualmente verificando. In pratica durante l'atto sessuale il pene si gonfia, ma non si fa e non si mantiene duro per rendere possibile la penetrazione, anche se riesco a raggiungere l'orgasmo in seguito a varie sollecitazioni. Vorrei sapere (dato che non mi è stato spiegato):
1) perché s'inceppa il meccanismo dopo l'asportazione della prostata
2) se sono certe le probabilità di recupero
3) il recupero avviene spontaneamente o devo essere essere sottoposto a qualche terapia.
Grazie per le risposte
l'erezione non si ha più in quanto durante l'intervento si vanno ad incidere i fasci nervosi che corrono lungo la prostata e sono necessari all'erezione ,
esistone un particolare tipo di intervento detto nerve sparing che salva tali fasci neurovascolari.
tale intervento però può essere applicato solo in casi in cui il tumore sia in uno stadio molto iniziale.
per quanto riguarda il recupero dell'erezione esistono dei protocolli riabilitativi che vanno eseguiti il prima possibile
esistone un particolare tipo di intervento detto nerve sparing che salva tali fasci neurovascolari.
tale intervento però può essere applicato solo in casi in cui il tumore sia in uno stadio molto iniziale.
per quanto riguarda il recupero dell'erezione esistono dei protocolli riabilitativi che vanno eseguiti il prima possibile

Utente
Ringrazio il Dott. Quarto per la gentile e pronta risposta.
Il tumore alla prostata era ancora allo stadio iniziale, come mi hanno ripetuto spesso i medici che mi hanno operato e quindi potrei fare il nerve sparing. Ma mi sorge spontanea la domanda: se i fasci neurovascolari sono stati incisi come posso fare questo intervento?
E poi in cosa consistono i protocolli riabilitativi per il recupero dell'erezione? Sono già a sette mesi dall'intervento debbo farli subito?
I dottori, a proposito di disfunzione erettile, mi hanno detto di riparlarne allo scadere dell'anno da che sono stato operato. Posso aspettare?
La ringrazio devotamente.
Il tumore alla prostata era ancora allo stadio iniziale, come mi hanno ripetuto spesso i medici che mi hanno operato e quindi potrei fare il nerve sparing. Ma mi sorge spontanea la domanda: se i fasci neurovascolari sono stati incisi come posso fare questo intervento?
E poi in cosa consistono i protocolli riabilitativi per il recupero dell'erezione? Sono già a sette mesi dall'intervento debbo farli subito?
I dottori, a proposito di disfunzione erettile, mi hanno detto di riparlarne allo scadere dell'anno da che sono stato operato. Posso aspettare?
La ringrazio devotamente.
caro utente, forse non sono stato chiaro la nerve sparing è una tecnica di rimozione della prostata e si fa quando si leva la prostata.
per quanto rigurada la riabilitazione l'ideale sarebbe iniziarli dopo max un mese dall' intervento, e la terapia è di tipo faramcologico.
per quanto rigurada la riabilitazione l'ideale sarebbe iniziarli dopo max un mese dall' intervento, e la terapia è di tipo faramcologico.

Utente
Egr. Dott. Quarto,
mi scuso per la gaffe in quanto avevo frainteso il suo dire. La ringrazio della sua disponibilità e la saluto cordialmente.
mi scuso per la gaffe in quanto avevo frainteso il suo dire. La ringrazio della sua disponibilità e la saluto cordialmente.
Questo consulto ha ricevuto 13 risposte e 17.4k visite dal 04/12/2007.
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