Depressione, affettività, senso di vuoto
Gentili Dottori,
premetto che ho iniziato un percorso di psicoterapia e che soffro di episodi di depressione maggiore per la quale sono in cura da anni.
Mi sento profondamente sola e con un gran bisogno di affettività che non controllo razionalmente e che mi porta a stati ansioso-depressivi molto difficili da gestire. Piango senza sosta o vivo intrisa di ansia ed angoscia. Ho una relazione a distanza da anni consolidata con un uomo che amo profondamente e al quale per nulla al mondo voglio rinunciare, seppur tale legame sia per me fonte di periodi difficili nei quali sento forte assenza, solitudine e mancanza. Il motivo del mio consulto è principalmente sperimentare un'apertura sul mio attuale dramma, sono consapevole che la psicanalisi intrapresa sarà la mia unica ancora di salvezza verso un percorso non certo facile, ma sento forte il bisogno di trovare spunti di riflessione utili al mio risanamento. Grazie per l'attenzione.
premetto che ho iniziato un percorso di psicoterapia e che soffro di episodi di depressione maggiore per la quale sono in cura da anni.
Mi sento profondamente sola e con un gran bisogno di affettività che non controllo razionalmente e che mi porta a stati ansioso-depressivi molto difficili da gestire. Piango senza sosta o vivo intrisa di ansia ed angoscia. Ho una relazione a distanza da anni consolidata con un uomo che amo profondamente e al quale per nulla al mondo voglio rinunciare, seppur tale legame sia per me fonte di periodi difficili nei quali sento forte assenza, solitudine e mancanza. Il motivo del mio consulto è principalmente sperimentare un'apertura sul mio attuale dramma, sono consapevole che la psicanalisi intrapresa sarà la mia unica ancora di salvezza verso un percorso non certo facile, ma sento forte il bisogno di trovare spunti di riflessione utili al mio risanamento. Grazie per l'attenzione.
[#1]
Gentile utente,
Lei è già in psicoterapia;
la Sua Psicologa sarà anche Psicoterapeuta,
cioè abilitata a curare, giusto?
E dunque mi chiedevo come mai scrive anche a noi
al fine di "..trovare spunti di riflessione..".
.Forse l'alleanza terapeutica con la Sua Psy è carente?
.Non si fida del percorso che state facendo?
.Si tratta di un "secondo parere", qui da noi?
.Quali sono gli obiettivi che ha concordato con la Sua Psy?
Le chiedo ciò perchè il "doppio canale":
. presenziale con lei e
. online con noi,
purtroppo Le può creare solo confusione
e indebolire l'alleanza terapeutica tra Voi.
La sua terapeuta sa che Lei ha scritto qui?
Ha l'intenzione di comunicarglielo?
Dott. Brunialti
Lei è già in psicoterapia;
la Sua Psicologa sarà anche Psicoterapeuta,
cioè abilitata a curare, giusto?
E dunque mi chiedevo come mai scrive anche a noi
al fine di "..trovare spunti di riflessione..".
.Forse l'alleanza terapeutica con la Sua Psy è carente?
.Non si fida del percorso che state facendo?
.Si tratta di un "secondo parere", qui da noi?
.Quali sono gli obiettivi che ha concordato con la Sua Psy?
Le chiedo ciò perchè il "doppio canale":
. presenziale con lei e
. online con noi,
purtroppo Le può creare solo confusione
e indebolire l'alleanza terapeutica tra Voi.
La sua terapeuta sa che Lei ha scritto qui?
Ha l'intenzione di comunicarglielo?
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
[#2]
Utente
Gentile Dottoressa,
la mia psicologa non è abilitata a curare in termini farmacologici, per questo sono in cura da anni da un neurologo.
Ho fiducia e siamo solo alle primissime sedute, gli obiettivi sono al momento di far venire a galla i miei sentimenti e i miei bisogni profondi e di lavorarci su.
Il suo suggerimento è stato di "aprire i canali", in ogni modo, venire a galla, sviscerare perché sono una persona piuttosto introversa e ho difficoltà a rappresentare me stessa.
Il mio tentativo, seppur probabilmente scegliendo un canale non consono, è nato dal continuo attuale bisogno di aiuto che, in questo momento difficile, non riesco a reprimere e a quanto pare non devo.
Ho certamente intenzione di comunicarglielo.
la mia psicologa non è abilitata a curare in termini farmacologici, per questo sono in cura da anni da un neurologo.
Ho fiducia e siamo solo alle primissime sedute, gli obiettivi sono al momento di far venire a galla i miei sentimenti e i miei bisogni profondi e di lavorarci su.
Il suo suggerimento è stato di "aprire i canali", in ogni modo, venire a galla, sviscerare perché sono una persona piuttosto introversa e ho difficoltà a rappresentare me stessa.
Il mio tentativo, seppur probabilmente scegliendo un canale non consono, è nato dal continuo attuale bisogno di aiuto che, in questo momento difficile, non riesco a reprimere e a quanto pare non devo.
Ho certamente intenzione di comunicarglielo.
Questo consulto ha ricevuto 5 risposte e 882 visite dal 13/02/2019.
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