Il confine che separa il disturbo organico dall'ipocondria
Salve dottori,
Vorrei chiedervi: qual è il confine che separa il disturbo organico dall'ipocondria?
Mi spiego;
Se avverto un fastidio solo in determinati momenti, cioè quando ci penso, il fastidio è reale o è una mia preoccupazione?
Se il disturbo fosse organico mi procurerebbe fastidi al di là di quello che sto facendo durante la giornata, giusto?
Attendo risposte
Cordiali saluti,
Loreaia
Vorrei chiedervi: qual è il confine che separa il disturbo organico dall'ipocondria?
Mi spiego;
Se avverto un fastidio solo in determinati momenti, cioè quando ci penso, il fastidio è reale o è una mia preoccupazione?
Se il disturbo fosse organico mi procurerebbe fastidi al di là di quello che sto facendo durante la giornata, giusto?
Attendo risposte
Cordiali saluti,
Loreaia
[#1]
Gentile utente,
L'ipocondria riguarda l'interpretazione erronea di segnali o sintomi fisici, che porta quindi ad 'esagerare' tali segnali e vederli come prova indiscussa di grave patologia, nonostante esami obiettivi diano esiti negativi. Ciò inevitabilmente porta ad esperire alti livelli di ansia e mettere in atto comportamenti di continua ricerca di 'prove di malattia' oltre ad un'aumentata attenzione selettiva per i minimi segnali che il corpo ci offre.
Nel suo caso Lei parla di fastidio avvertito esclusivamente quando ci pensa, per cui sembra evidente un certo legame tra il pensiero e le sensazioni fisiche. La situazione che descrive però sembra diversa da un quadro ipocondriaco.
Probabilmente sarebbe utile rivolgersi al suo medico curante per escludere patologie organiche, qualora non l'abbia già fatto, ed eventualmente in seguito rivolgersi ad un collega Psicologo per accertare questo legame tra pensieri e sintomi fisici.
Spero di esserle stata utile.
Saluti
L'ipocondria riguarda l'interpretazione erronea di segnali o sintomi fisici, che porta quindi ad 'esagerare' tali segnali e vederli come prova indiscussa di grave patologia, nonostante esami obiettivi diano esiti negativi. Ciò inevitabilmente porta ad esperire alti livelli di ansia e mettere in atto comportamenti di continua ricerca di 'prove di malattia' oltre ad un'aumentata attenzione selettiva per i minimi segnali che il corpo ci offre.
Nel suo caso Lei parla di fastidio avvertito esclusivamente quando ci pensa, per cui sembra evidente un certo legame tra il pensiero e le sensazioni fisiche. La situazione che descrive però sembra diversa da un quadro ipocondriaco.
Probabilmente sarebbe utile rivolgersi al suo medico curante per escludere patologie organiche, qualora non l'abbia già fatto, ed eventualmente in seguito rivolgersi ad un collega Psicologo per accertare questo legame tra pensieri e sintomi fisici.
Spero di esserle stata utile.
Saluti
Dr.ssa Chiara Caruso, Psicologa
Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale
http://www.chiaracaruso.it/
Pescara via Perugia, 9
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 1k visite dal 29/08/2017.
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