Compro e me ne pento
Buongiorno a tutti,
Ho bisogno di un aiuto perchè ci sono delle volte (tipo in questo periodo dati i saldi) in cui compro qualcosa e poi me ne pento.
Io non sono economicamente dipendente, ma guadagno qualcosina facendo delle ore in un negozio e dando ripetizioni 1/2 volte a settimana. Con i soldi che guadagno mi compro delle cosine carine, controllando sempre prima il prezzo. Oggi ho comprato un cappellino e gli ho dato sui 20 €; l'avevo già visto nei giorni di Natale e quando sono andata in negozio a comprarlo non c'era più; oggi che l'ho trovato l'ho preso ma mi sento strana e penso che forse non ne avevo bisogno, come ho già pensato per altre cose che mi sono comprata.
Come posso superare questo stato di disagio in cui mi trovo?
Grazie.
Ho bisogno di un aiuto perchè ci sono delle volte (tipo in questo periodo dati i saldi) in cui compro qualcosa e poi me ne pento.
Io non sono economicamente dipendente, ma guadagno qualcosina facendo delle ore in un negozio e dando ripetizioni 1/2 volte a settimana. Con i soldi che guadagno mi compro delle cosine carine, controllando sempre prima il prezzo. Oggi ho comprato un cappellino e gli ho dato sui 20 €; l'avevo già visto nei giorni di Natale e quando sono andata in negozio a comprarlo non c'era più; oggi che l'ho trovato l'ho preso ma mi sento strana e penso che forse non ne avevo bisogno, come ho già pensato per altre cose che mi sono comprata.
Come posso superare questo stato di disagio in cui mi trovo?
Grazie.
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Ex utente
La maggior parte delle volte sono convinta di quello che sto comprando, ma poi, una volta a casa, inizio a sentirmi in colpa x aver speso soldi e x la paura di sentirmi dire dai miei genitori che spendo troppo e che ogni volta che vado da qualche parte mi compro qualcosa. Chiarisco che comunque non compro firmato e quindi i prezzi sono contenuti, però comunque i soldi dal mio portafogli escono.
[#4]
Cara ragazza,
talvolta lo shopping, molto spesso nel sesso femminile (i maschi hanno probabilmente altre modalità), potrebbe avere la funzione di "compensare" uno stato di momentanea insoddisfazione per alcuni aspetti della sua vita.
Sinceramente una spesa di 20 euro non mi sembra eccessiva, ma il fatto che a casa glielo fanno "pesare", potrebbe farla sentire in colpa e quindi indecisa se sia opportuno o meno fare certi acquisti.
talvolta lo shopping, molto spesso nel sesso femminile (i maschi hanno probabilmente altre modalità), potrebbe avere la funzione di "compensare" uno stato di momentanea insoddisfazione per alcuni aspetti della sua vita.
Sinceramente una spesa di 20 euro non mi sembra eccessiva, ma il fatto che a casa glielo fanno "pesare", potrebbe farla sentire in colpa e quindi indecisa se sia opportuno o meno fare certi acquisti.
Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it
[#5]
Ex utente
I miei genitori non me lo fanno pesare, magari mi dico "adesso però basta!" scherzando (anche perchè sono i primi a prendersi le cose se ne hanno bisogno e senza farsi troppi problemi), però io lo prendo comunque come un rimprovero e mi dispiace aver speso perchè poi quando magari ho bisogno di soldi devo chiederli a loro (che me li danno senza problemi).
Prima di acquistare sono un po' agitata appunto per queso motivo, e spesso prima di decidermi chiedo consiglio (o meglio, approvazione) a mia mamma.
Prima di acquistare sono un po' agitata appunto per queso motivo, e spesso prima di decidermi chiedo consiglio (o meglio, approvazione) a mia mamma.
[#6]
Gentile ragazza,
Acqistare qualcosa che si vede e piace e' simbolicamente espressione di potere.
Indica un desiderio che si puo' realizzare facilmente.
Non e' quidi l'oggetto acquistato l'obiettivo, ma il processo che si compie.
Specialmente nei periodi di saldi il raggiungimento di tale obiettivo viene stimolato dal prezzo "conveniente"
Puo' essere una soddisfazione facile, a patto di non fare acquisti proprio inutili!
I migliori saluti
Acqistare qualcosa che si vede e piace e' simbolicamente espressione di potere.
Indica un desiderio che si puo' realizzare facilmente.
Non e' quidi l'oggetto acquistato l'obiettivo, ma il processo che si compie.
Specialmente nei periodi di saldi il raggiungimento di tale obiettivo viene stimolato dal prezzo "conveniente"
Puo' essere una soddisfazione facile, a patto di non fare acquisti proprio inutili!
I migliori saluti
Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132
[#7]
Cara ragazza, spesso le cose che compriamo hanno una valenza " riparativa" di consolazione ed autogratificazione, è bene però rendersene conto, non è una colpa, ma..
A parte il fatto che se i soldi sono pochi, conviene forse farsi un programma e proporsi magari un acquisto più costoso , ma con un valore diciamo, riparativo che dura di più, perchè passa meno di moda, ma la anticipa.
Sono riflessioni e problemi che vanno nell'ambito dell'autostima e del bisogno di sicurezza che magari una cosa carina in più può rafforzare, sono un pò stampelle, anche peccati veniali..
Qualche stampella se la conceda, ma cerchi, di questi tempi poi, di fare dei piccoli investimenti...!! e di diventare interessante anche in altri modi, legga vada al cinema, una conversazione brillante dona più di un nuovo look ..
A parte il fatto che se i soldi sono pochi, conviene forse farsi un programma e proporsi magari un acquisto più costoso , ma con un valore diciamo, riparativo che dura di più, perchè passa meno di moda, ma la anticipa.
Sono riflessioni e problemi che vanno nell'ambito dell'autostima e del bisogno di sicurezza che magari una cosa carina in più può rafforzare, sono un pò stampelle, anche peccati veniali..
Qualche stampella se la conceda, ma cerchi, di questi tempi poi, di fare dei piccoli investimenti...!! e di diventare interessante anche in altri modi, legga vada al cinema, una conversazione brillante dona più di un nuovo look ..
MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it
[#8]
Gentile ragazza,
a me sembra, anche leggendo i consulti precedenti, che ci sia una componente ansiosa che La spinge a preoccuparsi eccessivamente: qui mi pare di più una paura del giudizio altrui. Ecco il bisogno di chiedere l'approvazione di altri.
Se una battuta viene elaborata come un rimprovero, è probabile che ci sia un senso di colpa di fondo che rende un po' difficile la vita.
Se questo si estende a molti ambiti della Sua vita (anche università) allora può essere utile parlarne di persona con uno psicologo di persona.
Che ne pensa?
a me sembra, anche leggendo i consulti precedenti, che ci sia una componente ansiosa che La spinge a preoccuparsi eccessivamente: qui mi pare di più una paura del giudizio altrui. Ecco il bisogno di chiedere l'approvazione di altri.
Se una battuta viene elaborata come un rimprovero, è probabile che ci sia un senso di colpa di fondo che rende un po' difficile la vita.
Se questo si estende a molti ambiti della Sua vita (anche università) allora può essere utile parlarne di persona con uno psicologo di persona.
Che ne pensa?
[#9]
Cara ragazza,
se lei lo prende come un rimprovero evidentemente, almeno un po', i suoi genitori gliela fanno pesare questa cosa (anche se lo fanno "scherzando").
Chiedere consiglio non è un segno di emancipazione e indipendenza, lei dovrebbe fare le sue scelte in maniera autonoma, chiaramente nei limiti che lei si può permettere.
se lei lo prende come un rimprovero evidentemente, almeno un po', i suoi genitori gliela fanno pesare questa cosa (anche se lo fanno "scherzando").
Chiedere consiglio non è un segno di emancipazione e indipendenza, lei dovrebbe fare le sue scelte in maniera autonoma, chiaramente nei limiti che lei si può permettere.
[#10]
Ex utente
Vi ringrazio tutti per le risposte.
Pensandoci effettivamente il periodo è molto stressante in quanto sto preparando un importante esame universitario e quindi l'ansia è costantemente presente.
Premetto che non sono una fanatica della moda, anzi! Compro solo cose che mi piacciono e che so che l'anno seguente non dovrò archiviare in qualche scatolone; però spesso leggere (passione che ho fin da piccola) non riesce a placare il senso di inquietudine per l'esame e allora uscendo e magari comprando una "cavolata" mi sembra di essere più felice, per poi pentirmi nei giorni seguenti o poco dopo.
Sto cercando di mettermi in contatto con l'università per avere un aiuto psicologico, ma per il momento non ho ricevuto notizie.
Pensandoci effettivamente il periodo è molto stressante in quanto sto preparando un importante esame universitario e quindi l'ansia è costantemente presente.
Premetto che non sono una fanatica della moda, anzi! Compro solo cose che mi piacciono e che so che l'anno seguente non dovrò archiviare in qualche scatolone; però spesso leggere (passione che ho fin da piccola) non riesce a placare il senso di inquietudine per l'esame e allora uscendo e magari comprando una "cavolata" mi sembra di essere più felice, per poi pentirmi nei giorni seguenti o poco dopo.
Sto cercando di mettermi in contatto con l'università per avere un aiuto psicologico, ma per il momento non ho ricevuto notizie.
[#11]
Gentile Ragazza,
lo shopping spesso assolve ad una funzione consolatoria, apparentemente nutre l'autostima, funge da antidepressivo, regala un'ebrezza momentanea e, spesso "ripara" ferite dell'anima e del cuore, proprio come il cibo.
Oltre all'aspetto economico in sè, da non sottovalutare, c'è anche l'aspetto della colpa e del disagio post-acquisto, che lei vive e che a quanto ho compreso, la fa star male.
Il rapporto con il denaro, con il suo significato simbolico, con la modalità con cui viene speso, conservato, sprecato, adoperato......parte da molto lontano, correla dall'educazione ricevuta, dai sensi di colpa inculcati e ricevuti, dai copioni familiari, ecc...
Speriamo che dall'università la contattino presto, così potrà ricevere un aiuto per conoscersi meglio.
lo shopping spesso assolve ad una funzione consolatoria, apparentemente nutre l'autostima, funge da antidepressivo, regala un'ebrezza momentanea e, spesso "ripara" ferite dell'anima e del cuore, proprio come il cibo.
Oltre all'aspetto economico in sè, da non sottovalutare, c'è anche l'aspetto della colpa e del disagio post-acquisto, che lei vive e che a quanto ho compreso, la fa star male.
Il rapporto con il denaro, con il suo significato simbolico, con la modalità con cui viene speso, conservato, sprecato, adoperato......parte da molto lontano, correla dall'educazione ricevuta, dai sensi di colpa inculcati e ricevuti, dai copioni familiari, ecc...
Speriamo che dall'università la contattino presto, così potrà ricevere un aiuto per conoscersi meglio.
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it
Questo consulto ha ricevuto 14 risposte e 31.8k visite dal 26/01/2013.
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