Tachicardie e mancanza di respiro
Buonasera, da qualche mese avverto all'improvviso(in genere nei momenti in cui mi trovo in difficoltà o mi assale qualche preoccupazione ma anche in momenti di relativa tranquillità) tachicardia che mi dura una trentina di secondi, seguita da mancanza di respiro e dolore a livello dello sterno. Questo si ripete anche più volte al giorno.Premetto che da ottobre ho passato un periodo stressante per 2 operazioni al volto per eliminare un basalioma. A ciò aggiungo che da circa4 anni ho perso mio padre per una leucemia e dopo il periodo vissuto di malattia in continuo stato di preoccupazione mi trovo in difficoltà(con ciò intendo profondo senso di disagio e ansia) per qualsiasi genere di impegno,anche il semplice incarico di lavoro giornaliero. tutto ciò mi provoca inoltre uno stato di confusione mentale (dimentico le cose e non riesco a concentrarmi). Ho provato a prendere i fiori di bach(rescue remedy) ma con scarso successo. il mio medico di base propone, se il problema non si risolve, sedute di psioterapia.Ritiene che i miei disturbi siano imputabili all'ansia e che la psicoterapia sarebbe d'aiuto?e che, valutato personalmente con il medico, sia utile un ansiolitico? grazie molte
[#1]
Gentile Ragazza,
una volta appurato che non ci siano problemi organici (es., cardiologici, respiratori, neurologici....), penso che la via maestra sia proprio quella di una valutazione psicologica in funzione di un'eventuale psicoterapia. La possibile assunzione di farmaci sarebbe meglio venisse concordata tra medico e psicologo, dopo aver effettuato la valutazione.
Cordiali saluti.
una volta appurato che non ci siano problemi organici (es., cardiologici, respiratori, neurologici....), penso che la via maestra sia proprio quella di una valutazione psicologica in funzione di un'eventuale psicoterapia. La possibile assunzione di farmaci sarebbe meglio venisse concordata tra medico e psicologo, dopo aver effettuato la valutazione.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicoterapia Cognitiva e Sessuologia Clinica
ASTI - Cell. 331 5246947
https://whatsapp.com/channel/0029Va982SIIN9ipi00hwO2i
[#2]
Gentile Ragazza,
Se le cause organiche sono state escluse, non significa che lei non abbia nulla, ma che le cause sono " altre ed altrove" .
Prima di immaginare di tacitare la sintomatologia, questa va ascoltata , interpretata e contestualizzata, solo dopo si potra' effettuare un percorso combinato: farmacoterrapia e psicoterapia.
Lavorare solo sui sintomi, a mio avviso, e' un approccio miope , che garantisce future ricadute.
Se le cause organiche sono state escluse, non significa che lei non abbia nulla, ma che le cause sono " altre ed altrove" .
Prima di immaginare di tacitare la sintomatologia, questa va ascoltata , interpretata e contestualizzata, solo dopo si potra' effettuare un percorso combinato: farmacoterrapia e psicoterapia.
Lavorare solo sui sintomi, a mio avviso, e' un approccio miope , che garantisce future ricadute.
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it
[#3]
visti i sintomi, intanto, legga questo
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/816-la-trappola-del-panico.html
saluti
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/816-la-trappola-del-panico.html
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks
[#4]
Gentile utente,
nei disturbi d'ansia l'associazione di ansiolitici e psicoterapia dà ottimi risultati, nel senso che la psicoterapia permette di ridurre gradualmente il farmaco e in genere è lo stesso paziente che si autoregola in questo processo.
Tenga comunque presente che molto spesso la psicoterapia è fondamentale: serve a combattere e risolvere il problema alla radice e cioè a dare un risultato che difficilmente si otterrebbe solo con i farmaci che sono spesso dei sintomatici e in questo caso non riescono ad indurre una risoluzione delle cause psicologiche scatenanti, con ovvi pericoli di cronicizzazione.
Ovviamente ogni caso è a sè: il medico valuterà la necessità o meno del farmaco e di consigliare la psicoterapia, lo psicologo valuterà l'opportunità di consigliarla e intraprenderla.
cordiali saluti
nei disturbi d'ansia l'associazione di ansiolitici e psicoterapia dà ottimi risultati, nel senso che la psicoterapia permette di ridurre gradualmente il farmaco e in genere è lo stesso paziente che si autoregola in questo processo.
Tenga comunque presente che molto spesso la psicoterapia è fondamentale: serve a combattere e risolvere il problema alla radice e cioè a dare un risultato che difficilmente si otterrebbe solo con i farmaci che sono spesso dei sintomatici e in questo caso non riescono ad indurre una risoluzione delle cause psicologiche scatenanti, con ovvi pericoli di cronicizzazione.
Ovviamente ogni caso è a sè: il medico valuterà la necessità o meno del farmaco e di consigliare la psicoterapia, lo psicologo valuterà l'opportunità di consigliarla e intraprenderla.
cordiali saluti
Valentina Sciubba Psicologa
www.valentinasciubba.it Terapia on line
Terapia Breve Strategica e della Gestalt
Disturbi psicologici e mente-corpo
[#5]
Utente
Gentilissimi dottori, nel ringraziarvi per le risposte fornite vi aggiorno sulla mia situazione. Da questa mattina sono seguita da una psicoterapeuta che vedrò per altre 3 volte a fini "conoscitivi" per poi decidere quale percorso intraprendere. Sinceramente non ha dato alcun nome al mio disturbo, per ora ha solamente cercato di individuare lamia situazione generale, che attualmente è quello di una persona "piegata" da troppe preoccupazioni,impegni e sensi di colpa e al centro di troppi influenzamenti esterni senza sapere veramente ciò che vuole dalla vita ma impegnata a "far contenti" gli altri. Spero possa essermi d'aiuo questo percorso e vi ringrazio per il vostro contributo nel consigliarmelo.
Questo consulto ha ricevuto 7 risposte e 1.6k visite dal 12/12/2012.
Per rispondere esegui il login oppure registrati al sito.
Per rispondere esegui il login oppure registrati al sito.