Antipertensivo e depressione

Buongiorno dottori,
mia moglie soffre di depressione e da anni le vengono prescritti (dalla psichiatra) un gran numero di farmaci, sia antidepressivi che ansiolitici.
Non riuscendo a ridurre gli ansiolitici, mi domandavo se sia del tutto campata in aria l'idea di un utilizzo, magari blando, di betabloccante.
Io, per motivi cardiologici, utilizzo il bisoprololo e ho notato che oltre ad abbassare pressione e battiti mi ha portato dei benefici anche nel contenimento dell'ansia.
Leggo poi sul sito della Fondazione Veronesi che uno studio ha dimostrato che molti antipertensivi (non tutti) aiutano a ridurre la depressione.
Voi che dite?
Questo quesito, fatto alla psichiatra di mia moglie, ha ricevuto risposta negativa... Quello che mi preoccupa è l'assuefazione da benzodiazepine.


grazie anticipatamente
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 46k 1k
Non mi risulta che gli antipertensivi siano antidepressivi. I betabloccanti nel controllo di alcuni sintomi ansiosi sì, i calcioantagonisti come stabilizzatori dell'umore sono stati provati, e niente vieta che si scopra altro, ma al momento che si usino come trattamento per la depressione non mi risulta. Se mette in link a quello che ha letto vediamo meglio.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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Buongiorno dottore, forse mi sono espresso male. Non ho mai pensato a una sostituzione dell'antidepressivo con un antipertensivo. Sarebbe da folli. Ma ad una associazione blanda, magari sì.

Questo è il link:
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/neuroscienze/nove-antipertensivi-possono-ridurre-la-depressione
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 46k 1k
Non vorrei volesse dire che quando le persone non sono depresse fanno le cure cardiologiche, e quando sono depressi le smettono.
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Non ho compreso la risposta, ma è sicuramente un mio limite
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 46k 1k
Sono dati accorpati di oltre 40 medicinali, cioè considerano un tot di soggetto seguiti per molti anni e collegano il decorso della depressione con le terapie antipertensive. Quindi da qui risulta un'associazione, per esempio, tra il periodo in cui uno si è curato e una migliore condizione umorale. Ma questo può dipendere anche dal fatto che quando le persone vanno in depressione smettono le cure, e quando stanno meglio le riprendono. Quindi non è facile interpretare, non sono studi diretti in cui uno ha la depressione, si somministra il tal farmaco e poi si valuta.
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