Un luogo "sicuro riparato" senza un motivo preciso
Buonasera,
circa 5 anni fa (appena entrato in tesi) ho iniziato a soffrire di ansia, prima in maniera leggera, poi il disturbo è cresciuto fino a diventare piuttosto limitante. Dopo circa 3 anni (quindi due anni fa o poco più) mi è stato prescritto un farmaco (cipralex) da uno psichiatra. Nel giro di qualche mese i sintomi sono spariti ed ora è più di un anno che mi sento tornato "normale". Mi è stato detto che quando smetterò con questo farmaco dovrò farlo gradualmente.
Preciso che non ho particolari motivi di preoccupazione oltre agli ordinari (lavoro etc) nè stress per situazioni familiari sentimentali difficoltose anzi sono quasi sempre di buon umore.
Il disturbo di ansia che ho avuto si può descrivere brevemente come un problema a stare distante da casa o da un luogo "sicuro riparato" senza un motivo preciso.spesso associato a mal di pancia e dolori intestinali.
Vi chiedo:
1. superato il problema e una volta smesso il farmaco, è probabile che un domani si ripresenti?
2. cosa si intende per smettere "gradualmente"? mezza pastiglia al giorno o una intera a giorni alterni?
3. per evitare che il problema torni dovrei cercare di capire il perchè si è presentato o sono disturbi che una volta guariti non tornano più?
grazie per l'attenzione
circa 5 anni fa (appena entrato in tesi) ho iniziato a soffrire di ansia, prima in maniera leggera, poi il disturbo è cresciuto fino a diventare piuttosto limitante. Dopo circa 3 anni (quindi due anni fa o poco più) mi è stato prescritto un farmaco (cipralex) da uno psichiatra. Nel giro di qualche mese i sintomi sono spariti ed ora è più di un anno che mi sento tornato "normale". Mi è stato detto che quando smetterò con questo farmaco dovrò farlo gradualmente.
Preciso che non ho particolari motivi di preoccupazione oltre agli ordinari (lavoro etc) nè stress per situazioni familiari sentimentali difficoltose anzi sono quasi sempre di buon umore.
Il disturbo di ansia che ho avuto si può descrivere brevemente come un problema a stare distante da casa o da un luogo "sicuro riparato" senza un motivo preciso.spesso associato a mal di pancia e dolori intestinali.
Vi chiedo:
1. superato il problema e una volta smesso il farmaco, è probabile che un domani si ripresenti?
2. cosa si intende per smettere "gradualmente"? mezza pastiglia al giorno o una intera a giorni alterni?
3. per evitare che il problema torni dovrei cercare di capire il perchè si è presentato o sono disturbi che una volta guariti non tornano più?
grazie per l'attenzione
[#1]
Gentile utente,
vado a risponderLe:
1. è possibile. Sarebbe necessario sapere la diagnosi (ansia è un sintomo generico).
2. dipende. Ma non è la gradualità della sospensione che le dà un'idea del rischio di ricaduta, è soltanto per evitare sintomi da sospensione, che con il farmaco in questione non sono previsti, ma sulla base di un disturbo d'ansia potrebbero venir fuori, per poi risolversi spontaneamente (salvo ricadute). Se la riduzione avviene gradualmente nell'arco di settimane o mesi, nella mia esperienza, si riesce a comprendere meglio l'andamento della situazione.
3. Sono disturbi che tornano, ma non capisco perché associ il tornare del disturbo con un motivo da capire. Il motivo per quanto se ne sa è una vulnerabilità biologica, dopidiché le ricadute possono avvenire con fattori scatenanti di per sé aspecifici.
vado a risponderLe:
1. è possibile. Sarebbe necessario sapere la diagnosi (ansia è un sintomo generico).
2. dipende. Ma non è la gradualità della sospensione che le dà un'idea del rischio di ricaduta, è soltanto per evitare sintomi da sospensione, che con il farmaco in questione non sono previsti, ma sulla base di un disturbo d'ansia potrebbero venir fuori, per poi risolversi spontaneamente (salvo ricadute). Se la riduzione avviene gradualmente nell'arco di settimane o mesi, nella mia esperienza, si riesce a comprendere meglio l'andamento della situazione.
3. Sono disturbi che tornano, ma non capisco perché associ il tornare del disturbo con un motivo da capire. Il motivo per quanto se ne sa è una vulnerabilità biologica, dopidiché le ricadute possono avvenire con fattori scatenanti di per sé aspecifici.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1.5k visite dal 06/10/2008.
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