Magazziniere con rachialgia
Dottori
Sono un magazziniere e data la mia giovane età soffro di dolori alla colonna vertebrale.
giornalmente carichiamo e spostiamo carichi di merce, certe volte abbastanza pesanti, e alla sera quando finisco di lavorare ho forti dolori.
Ho parlato con il mio superiore però non ne vuole sentire parlare di cambiarmi momentaneamente di postazione.
Cosa devo fare perchè penso di non farcela più.
Ultimamente ho fatto una radiografia dove hanno trovato una marcata cifosi dorsale.
che posso fare?
Sono un magazziniere e data la mia giovane età soffro di dolori alla colonna vertebrale.
giornalmente carichiamo e spostiamo carichi di merce, certe volte abbastanza pesanti, e alla sera quando finisco di lavorare ho forti dolori.
Ho parlato con il mio superiore però non ne vuole sentire parlare di cambiarmi momentaneamente di postazione.
Cosa devo fare perchè penso di non farcela più.
Ultimamente ho fatto una radiografia dove hanno trovato una marcata cifosi dorsale.
che posso fare?
[#1]
Medico del lavoro, Medico di base, Medico di medicina generale, Medico osteopata
Caro signore.
Dato che lei è soggetto ai rischi di Movimentazione Manuale dei Carichi.
Il datore di lavoro è obbligato ad INFORMARE/FORMARE (art. 169) tutti i lavoratori esposti ai rischi che vanno in contro durante la movimentazione dei gravi con dei corsi appropriati.
Con art 167 e 168 la legge obbliga il datore di lavoro ad eliminare i rischi attraverso la valutazione e verifica dell'adozione di ausili specifici per la movimentazione dei dei carichi.
In Italia la legge di riferimento per la movimentazione dei carichi è costituita dal titolo VI del D.Lgs. 81/2008
Si rivolga al medico del lavoro della ditta dove Lei lavora, richiedendo una visita anticipata così il professionista potrà valutare una eventuale idoneità alla mansione con limitazioni/prescrizioni o suggerendo il cambio di mansione.
Cordialmente La saluto
Dato che lei è soggetto ai rischi di Movimentazione Manuale dei Carichi.
Il datore di lavoro è obbligato ad INFORMARE/FORMARE (art. 169) tutti i lavoratori esposti ai rischi che vanno in contro durante la movimentazione dei gravi con dei corsi appropriati.
Con art 167 e 168 la legge obbliga il datore di lavoro ad eliminare i rischi attraverso la valutazione e verifica dell'adozione di ausili specifici per la movimentazione dei dei carichi.
In Italia la legge di riferimento per la movimentazione dei carichi è costituita dal titolo VI del D.Lgs. 81/2008
Si rivolga al medico del lavoro della ditta dove Lei lavora, richiedendo una visita anticipata così il professionista potrà valutare una eventuale idoneità alla mansione con limitazioni/prescrizioni o suggerendo il cambio di mansione.
Cordialmente La saluto
[#3]
Medico del lavoro, Medico di base, Medico di medicina generale, Medico osteopata
È un quadro patologico caratterizzato dall’aumento della fisiologica cifosi dorsale, cioè di quella curva aperta anteriormente con valori angolari che oscillano intorno ai 36º
Si tratta di una affezione, a volte dolorosa, frequente in fase adolescenziale e che colpisce dallo 0,4 al 20% della popolazione e presenta una spiccata familiarità.
Il 2% dei soggetti interessati da questo quadro dismorfico necessiterà di un trattamento ortopedico - kinesiterapico.La diagnosi precoce ed un adeguato trattamento ci permettono di prevenire una evoluzione, a volte, sfavorevole.
Generalmente si effettuano esami come:
l’elettromiogarfia: al fine di individuare deficit muscolari o neurologici;
la spirometria: al fine di valutare i volumi e le capacità polmonari;
Comunque parli con il suo medico di fiducia e si faccia consigliare una visita ortopedica di controllo.
Penso che solo con un paio di cicli di terapia fisica e Kinesiterapia possa ridurre la sintomatologia algica.
Cordialmente La saluto
Si tratta di una affezione, a volte dolorosa, frequente in fase adolescenziale e che colpisce dallo 0,4 al 20% della popolazione e presenta una spiccata familiarità.
Il 2% dei soggetti interessati da questo quadro dismorfico necessiterà di un trattamento ortopedico - kinesiterapico.La diagnosi precoce ed un adeguato trattamento ci permettono di prevenire una evoluzione, a volte, sfavorevole.
Generalmente si effettuano esami come:
l’elettromiogarfia: al fine di individuare deficit muscolari o neurologici;
la spirometria: al fine di valutare i volumi e le capacità polmonari;
Comunque parli con il suo medico di fiducia e si faccia consigliare una visita ortopedica di controllo.
Penso che solo con un paio di cicli di terapia fisica e Kinesiterapia possa ridurre la sintomatologia algica.
Cordialmente La saluto
[#7]
Medico del lavoro, Medico di base, Medico di medicina generale, Medico osteopata
Caro signore.
Alla Sua domanda rispondo con un si, ora Le dico.
Il dolore a livello cervicale può avere diverse origini:
origine muscolare.
Una rigidità dei muscoli del collo può essere alla base della cervicalgia; le cause vanno ricercate in uno spasmo muscolare a seguito di un movimento brusco non simmetrico dei fasci muscolari, o in un’esposizione prolungata a sorgenti di aria fredda o sbalzi termici frequenti, o in una prolungata postura obbligata incongrua, non fisiologica. Cause non rare di spasmi della muscolatura sono anche stati d’ansia o depressivi. Da considerare come causa anche lo strappo muscolare cervicale, definito come lesione dei legamenti e delle membrane sinoviali, che è spesso causato da un trauma, ad esempio un incidente automobilistico che provochi iperestensione o iperflessione acuta del collo (lesione da colpo di frusta). Colpo di frusta: iperestensione o iperflessione brusca del capo Lesioni lievi hanno durata di qualche settimana, tuttavia uno strappo più grave associato a lesione dei legamenti può provocare dolori prolungati nel tempo con difficoltà dei movimenti del collo.
Difetti morfologici del rachide.
Anche difetti di sviluppo della colonna nel suo insieme, possono causare cervicalgia; ricordiamo in particolare le scoliosi e le cifosi dorsali.
Problemi osteo-articolari. (Penso non sia il suo caso)
La spondilosi cervicale o osteoartrosi cervicale è una patologia cronica rappresentata dalla degenerazione dei dischi intervertebrali e dalle alterazione dei corpi vertebrali adiacenti. In genere il dolore è localizzato al collo o posteriormente al capo, ma se è interessata la radice nervosa il dolore può essere presente alla spalla o al braccio. L’invecchiamento e la degenerazione danno luogo a disidratazione del nucleo polposo ed a deformazione dei dischi interevertebrali; così il disco perde la sua elasticità ed in caso di sollecitazioni ripetute perde la sua capacità ammortizzatrice ed è più esposto ad erniare. Al livello della colonna cervicale la spondiloartrosi può dare sindromi da compressione nervosa o midollare.A livello vertebrale anche i legamenti, strutture a nastro di tipo fibroso, possono andare incontro a calcificazioni perdendo anch’essi la loro intrinseca elasticità. Vanno tenute in considerazione anche malformazioni congenite che compromettono la funzione della colonna.
Disturbi oculovisivi.
A volte difetti della vista intesi come non bilanciamento nella visione in entrambi gli occhi possono inconsciamente procurare vizi di posizione (tipo inclinazione laterale del capo o sua rotazione) per permettere un "primo ripiego" al deficit oculare, ma costringono alcuni muscoli del collo a lavorare più del normale causandone una contrattura permanente e non simmetrica.
Problemi odontostomatologici
Anche l’apparato masticatorio, i nostri denti, possono in parte essere imputati come colpevoli di dolore cervicale. Una mal occlusione dentale ovvero un non congruo affrontamento delle superfici dei denti può arrecare un asimmetrico sforzo dei muscoli masticatori e proiettare stimoli dolorosi che si ripercuotono a livello cervicale.
Problemi otovestibolari
A livello dell’orecchio processi di tipo infiammatorio (otite, mastoidite) possono essere concause di dolori alla colonna cervicale.
Alla Sua domanda rispondo con un si, ora Le dico.
Il dolore a livello cervicale può avere diverse origini:
origine muscolare.
Una rigidità dei muscoli del collo può essere alla base della cervicalgia; le cause vanno ricercate in uno spasmo muscolare a seguito di un movimento brusco non simmetrico dei fasci muscolari, o in un’esposizione prolungata a sorgenti di aria fredda o sbalzi termici frequenti, o in una prolungata postura obbligata incongrua, non fisiologica. Cause non rare di spasmi della muscolatura sono anche stati d’ansia o depressivi. Da considerare come causa anche lo strappo muscolare cervicale, definito come lesione dei legamenti e delle membrane sinoviali, che è spesso causato da un trauma, ad esempio un incidente automobilistico che provochi iperestensione o iperflessione acuta del collo (lesione da colpo di frusta). Colpo di frusta: iperestensione o iperflessione brusca del capo Lesioni lievi hanno durata di qualche settimana, tuttavia uno strappo più grave associato a lesione dei legamenti può provocare dolori prolungati nel tempo con difficoltà dei movimenti del collo.
Difetti morfologici del rachide.
Anche difetti di sviluppo della colonna nel suo insieme, possono causare cervicalgia; ricordiamo in particolare le scoliosi e le cifosi dorsali.
Problemi osteo-articolari. (Penso non sia il suo caso)
La spondilosi cervicale o osteoartrosi cervicale è una patologia cronica rappresentata dalla degenerazione dei dischi intervertebrali e dalle alterazione dei corpi vertebrali adiacenti. In genere il dolore è localizzato al collo o posteriormente al capo, ma se è interessata la radice nervosa il dolore può essere presente alla spalla o al braccio. L’invecchiamento e la degenerazione danno luogo a disidratazione del nucleo polposo ed a deformazione dei dischi interevertebrali; così il disco perde la sua elasticità ed in caso di sollecitazioni ripetute perde la sua capacità ammortizzatrice ed è più esposto ad erniare. Al livello della colonna cervicale la spondiloartrosi può dare sindromi da compressione nervosa o midollare.A livello vertebrale anche i legamenti, strutture a nastro di tipo fibroso, possono andare incontro a calcificazioni perdendo anch’essi la loro intrinseca elasticità. Vanno tenute in considerazione anche malformazioni congenite che compromettono la funzione della colonna.
Disturbi oculovisivi.
A volte difetti della vista intesi come non bilanciamento nella visione in entrambi gli occhi possono inconsciamente procurare vizi di posizione (tipo inclinazione laterale del capo o sua rotazione) per permettere un "primo ripiego" al deficit oculare, ma costringono alcuni muscoli del collo a lavorare più del normale causandone una contrattura permanente e non simmetrica.
Problemi odontostomatologici
Anche l’apparato masticatorio, i nostri denti, possono in parte essere imputati come colpevoli di dolore cervicale. Una mal occlusione dentale ovvero un non congruo affrontamento delle superfici dei denti può arrecare un asimmetrico sforzo dei muscoli masticatori e proiettare stimoli dolorosi che si ripercuotono a livello cervicale.
Problemi otovestibolari
A livello dell’orecchio processi di tipo infiammatorio (otite, mastoidite) possono essere concause di dolori alla colonna cervicale.
[#13]
Medico del lavoro, Medico di base, Medico di medicina generale, Medico osteopata
Caro Signore.
Ripeto
Il datore di lavoro è obbligato ad INFORMARE/FORMARE (art. 169) tutti i lavoratori esposti ai rischi che vanno in contro durante la movimentazione dei gravi con dei corsi appropriati. Con art 167 e 168 la legge obbliga il datore di lavoro ad eliminare i rischi attraverso la valutazione e verifica dell'adozione di ausili specifici per la movimentazione dei dei carichi.
In Italia la legge di riferimento per la movimentazione dei carichi è costituita dal titolo VI del D.Lgs. 81/2008 Cioè applicando misure organizzative per alleviare o quantomeno abbassare al minimo i rischi della movimentazione dei carichi.adoperare misure organizzative comportamentali cioè non superare mai i limiti di peso del carico; evitare la flessione del rachide,puntando sempre al massimo equilibrio
evitare di sottopore la colonna vertebrale ed il resto del corpo a tensioni meccaniche nocive.
Se il carico è:
PESANTE,MOLTO PESANTE,LEGGERO MA > 3Kg.
Pesante
prendere posizione vicino al carico, di fronte alla direzione di spostamento, con i piedi su una base stabile e leggermente divaricati a circondare parzialmente il carico flettere le anche e le ginocchia e non la colonna tendere i muscoli della schiena prima di spostare il carico ed afferrare il carico con una presa sicura portare l’oggetto verso se stessi e sollevarsi tendendo le gambe flesse eseguire il movimento con gradualità e senza strappi
Molto pesante
Se il carico è molto pesante (sempre comunque inferiore ai limiti di peso indicati) e non è possibile ricorrere ad un ausilio meccanico o di altre persone, occorre tentare di far scivolare il carico, appoggiandolo su tappeti, rulli, ecc., senza inarcare mai la schiena in avanti o indietro, spingendolo anziché tirandolo; preferibilmente aiutarsi mettendo sotto il carico da spostare un carrello.
Leggero ma superiore ai 3Kg
E' bene comunque attenersi alle regole: è meglio effettuare più volte il tragitto con un carico minore che fare meno tragitto con carichi più pesanti se l’oggetto è munito di manico, si può portare lungo il corpo con l’accortezza di cambiare frequentemente il lato se devono essere trasportati vari carichi con manico, è opportuno prenderne uno per ogni lato facendo in modo di dividere equamente il peso se si devono spostare degli oggetti non si deve ruotare solo il tronco ma tutto il corpo se si deve porre un oggetto in alto è necessario evitare di inarcare la schiena utilizzando invece uno sgabello o una scale
Ripeto
Il datore di lavoro è obbligato ad INFORMARE/FORMARE (art. 169) tutti i lavoratori esposti ai rischi che vanno in contro durante la movimentazione dei gravi con dei corsi appropriati. Con art 167 e 168 la legge obbliga il datore di lavoro ad eliminare i rischi attraverso la valutazione e verifica dell'adozione di ausili specifici per la movimentazione dei dei carichi.
In Italia la legge di riferimento per la movimentazione dei carichi è costituita dal titolo VI del D.Lgs. 81/2008 Cioè applicando misure organizzative per alleviare o quantomeno abbassare al minimo i rischi della movimentazione dei carichi.adoperare misure organizzative comportamentali cioè non superare mai i limiti di peso del carico; evitare la flessione del rachide,puntando sempre al massimo equilibrio
evitare di sottopore la colonna vertebrale ed il resto del corpo a tensioni meccaniche nocive.
Se il carico è:
PESANTE,MOLTO PESANTE,LEGGERO MA > 3Kg.
Pesante
prendere posizione vicino al carico, di fronte alla direzione di spostamento, con i piedi su una base stabile e leggermente divaricati a circondare parzialmente il carico flettere le anche e le ginocchia e non la colonna tendere i muscoli della schiena prima di spostare il carico ed afferrare il carico con una presa sicura portare l’oggetto verso se stessi e sollevarsi tendendo le gambe flesse eseguire il movimento con gradualità e senza strappi
Molto pesante
Se il carico è molto pesante (sempre comunque inferiore ai limiti di peso indicati) e non è possibile ricorrere ad un ausilio meccanico o di altre persone, occorre tentare di far scivolare il carico, appoggiandolo su tappeti, rulli, ecc., senza inarcare mai la schiena in avanti o indietro, spingendolo anziché tirandolo; preferibilmente aiutarsi mettendo sotto il carico da spostare un carrello.
Leggero ma superiore ai 3Kg
E' bene comunque attenersi alle regole: è meglio effettuare più volte il tragitto con un carico minore che fare meno tragitto con carichi più pesanti se l’oggetto è munito di manico, si può portare lungo il corpo con l’accortezza di cambiare frequentemente il lato se devono essere trasportati vari carichi con manico, è opportuno prenderne uno per ogni lato facendo in modo di dividere equamente il peso se si devono spostare degli oggetti non si deve ruotare solo il tronco ma tutto il corpo se si deve porre un oggetto in alto è necessario evitare di inarcare la schiena utilizzando invece uno sgabello o una scale
[#19]
Medico del lavoro, Medico di base, Medico di medicina generale, Medico osteopata
Caro signore
Nella formazione si effettua una certa preparazione per effettuare esercizi per rafforzare il fisico rendendolo più resistente alla fatica lavorativa.
E' molto importante fare degli esercizi di:
RILASSAMENTO,STIRAMENTO e RINFORZO MUSCOLARE,
Per il collo,le spalle,la colonna vertebrale,per la muscolatura dell'addome e per gli avambracci che possono essere fatti sia a casa che nelle pause lavorative.
Questi esercizi aiutano il fisico a superare quel senso di peso quando la fatica si fa sentire.
Nella formazione si effettua una certa preparazione per effettuare esercizi per rafforzare il fisico rendendolo più resistente alla fatica lavorativa.
E' molto importante fare degli esercizi di:
RILASSAMENTO,STIRAMENTO e RINFORZO MUSCOLARE,
Per il collo,le spalle,la colonna vertebrale,per la muscolatura dell'addome e per gli avambracci che possono essere fatti sia a casa che nelle pause lavorative.
Questi esercizi aiutano il fisico a superare quel senso di peso quando la fatica si fa sentire.
[#24]
Ex utente
Dottore Costa
Ho letto nelle sue risposte di altre persone del medico fiscale.
Se il medico fiscale quando viene a casa oltre a non trovare l'ammalato, il cognome del paziente non c'è scritto sulla porta, nelle scale non c'è la cassetta delle lettere.
Il medico non potendo lasciare l'avviso, il paziente non sapendo niente non si può presentare all' Inps.
Quindi non perde la malattia è vero?
Ho letto nelle sue risposte di altre persone del medico fiscale.
Se il medico fiscale quando viene a casa oltre a non trovare l'ammalato, il cognome del paziente non c'è scritto sulla porta, nelle scale non c'è la cassetta delle lettere.
Il medico non potendo lasciare l'avviso, il paziente non sapendo niente non si può presentare all' Inps.
Quindi non perde la malattia è vero?
[#25]
Medico del lavoro, Medico di base, Medico di medicina generale, Medico osteopata
Caro Signore.
Quando l'indirizzo non è completo o quando quest'ultimo non e tanto chiaro , nel senso che manca il n° civico, il nominativo nei campanelli ,sulla porta e nella cassetta delle lettere o addirittura il campanello non funziona o manca la luce.
Tutti questi sono fattori che non agevolano il medico nella ricerca e se quest'ultima si conclude con esito negativo ed il medico non può lasciare l'avviso.
Puo scrivere nel referto quanto segue:
1)Risulta sconosciuto all'indirizzo sopraindicato
2)Indirizzo insufficiente per rintracciare l'esatta l'ubicazione dell'abitazione.
Con una tale motivazione da parte del Medico Fiscale L'INPS non paga la malattia.
Perchè è obbligo ( e convenienza ) del lavoratore facilitare l'accesso al medico, lasciando un n° di cellulare o lasciare delle indicazioni dettagliate sul certificato affinchè il medico non possa confondersi.
Quando l'indirizzo non è completo o quando quest'ultimo non e tanto chiaro , nel senso che manca il n° civico, il nominativo nei campanelli ,sulla porta e nella cassetta delle lettere o addirittura il campanello non funziona o manca la luce.
Tutti questi sono fattori che non agevolano il medico nella ricerca e se quest'ultima si conclude con esito negativo ed il medico non può lasciare l'avviso.
Puo scrivere nel referto quanto segue:
1)Risulta sconosciuto all'indirizzo sopraindicato
2)Indirizzo insufficiente per rintracciare l'esatta l'ubicazione dell'abitazione.
Con una tale motivazione da parte del Medico Fiscale L'INPS non paga la malattia.
Perchè è obbligo ( e convenienza ) del lavoratore facilitare l'accesso al medico, lasciando un n° di cellulare o lasciare delle indicazioni dettagliate sul certificato affinchè il medico non possa confondersi.
[#27]
Medico del lavoro, Medico di base, Medico di medicina generale, Medico osteopata
Caro Signore
Esatto.
Se manca la luce e lei è in malattia deve fare in modo di lasciare il cancello aperto o se non può stare attento sulle persone che vogliono entrare e non possono.
Sono tutti casi che il medico può scrivere nel referto quanto segue:
1)Risulta sconosciuto all'indirizzo sopraindicato
2)Indirizzo insufficiente per rintracciare l'esatta l'ubicazione dell'abitazione.
Con una tale motivazione da parte del Medico Fiscale L'INPS non paga la malattia.
Esatto.
Se manca la luce e lei è in malattia deve fare in modo di lasciare il cancello aperto o se non può stare attento sulle persone che vogliono entrare e non possono.
Sono tutti casi che il medico può scrivere nel referto quanto segue:
1)Risulta sconosciuto all'indirizzo sopraindicato
2)Indirizzo insufficiente per rintracciare l'esatta l'ubicazione dell'abitazione.
Con una tale motivazione da parte del Medico Fiscale L'INPS non paga la malattia.
[#29]
Medico del lavoro, Medico di base, Medico di medicina generale, Medico osteopata
Caro signore
Se è costretto a letto, nell'orario delle fasce orarie si faccia aiutare da un parente, amico, lo dice a un vicino.
Questo succede anche quando uno fa la doccia e non sente il campanello, la doccia si può fare benissimo fuori le fasce orarie.
Può anche dire, che mancava la luce e che Lei dormiva e non ha sentito bussare.
Caro signore se il medico non può lasciare l'avviso scrive quelle cose e l'INPS non paga.
Capito
Se è costretto a letto, nell'orario delle fasce orarie si faccia aiutare da un parente, amico, lo dice a un vicino.
Questo succede anche quando uno fa la doccia e non sente il campanello, la doccia si può fare benissimo fuori le fasce orarie.
Può anche dire, che mancava la luce e che Lei dormiva e non ha sentito bussare.
Caro signore se il medico non può lasciare l'avviso scrive quelle cose e l'INPS non paga.
Capito
Questo consulto ha ricevuto 33 risposte e 8k visite dal 21/11/2008.
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