Fistola entero-vescicale
Buonasera,vi sotttopongo il problema, peraltro urgente.
Mio papà è stato operato a marzo 2007 di tumore al retto con asportazione completa del tratto interessato e confezione di ileostomia protettiva a destra. Nella stessa sessione operatoria è stata asportata completamente la prostata per un ulteriore carcinoma indipendente da quello del retto.
Dopo 6 mesi è stato operato per la ricanalizzazione ma un tratto del retto era necrotizzato e quindi è stato asportato.
Dopo alcuni giorni si è ricanalizzato ma all'asportazione del drenaggio un'emoraggia interna ha costretto il chirirgo a riconfezionare un'altra ileostomia protettiva a sinistra che ha tenuto fino a 2 mesi fa, insieme ad una fistola subcutanea abboccante un'ansa intestinale del colon destro.
Dopo quest'ultimo intervento di ricanalizzazione, peraltro riuscito, circa 5 giorni fa ci siamo accorti, confermato dagli esami, della presenza di una fistola entero-vescicale.
Ora: il chirurgo vuole riconfezionare una ileostomia (a questo punto definitiva considerata l'età di 79 anni e i nomerosi interventi in loco), esclude una colostomia perchè il tratto destro del colon è stato quasi completamente asportato negli interventi precedenti e il rischio di una mancata rivascolarizzazione corretta porterebbe ad un alto rischio di necrosi e conseguente peritonite.
La domanda è: per far guarire le fistole ed evitare un intervento chirurgico non si può tentare la strada di una terapia farmacologica già utilizzata per la gestione del Morbo di Crohn, a base di antibiotici e corticoidi?
Grazie mille.
Mio papà è stato operato a marzo 2007 di tumore al retto con asportazione completa del tratto interessato e confezione di ileostomia protettiva a destra. Nella stessa sessione operatoria è stata asportata completamente la prostata per un ulteriore carcinoma indipendente da quello del retto.
Dopo 6 mesi è stato operato per la ricanalizzazione ma un tratto del retto era necrotizzato e quindi è stato asportato.
Dopo alcuni giorni si è ricanalizzato ma all'asportazione del drenaggio un'emoraggia interna ha costretto il chirirgo a riconfezionare un'altra ileostomia protettiva a sinistra che ha tenuto fino a 2 mesi fa, insieme ad una fistola subcutanea abboccante un'ansa intestinale del colon destro.
Dopo quest'ultimo intervento di ricanalizzazione, peraltro riuscito, circa 5 giorni fa ci siamo accorti, confermato dagli esami, della presenza di una fistola entero-vescicale.
Ora: il chirurgo vuole riconfezionare una ileostomia (a questo punto definitiva considerata l'età di 79 anni e i nomerosi interventi in loco), esclude una colostomia perchè il tratto destro del colon è stato quasi completamente asportato negli interventi precedenti e il rischio di una mancata rivascolarizzazione corretta porterebbe ad un alto rischio di necrosi e conseguente peritonite.
La domanda è: per far guarire le fistole ed evitare un intervento chirurgico non si può tentare la strada di una terapia farmacologica già utilizzata per la gestione del Morbo di Crohn, a base di antibiotici e corticoidi?
Grazie mille.
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Sicuramente si tratta di un caso complesso.
Purtroppo le fistole enterovescicali di questi tipo e' improbabile che si chiudano senza terapia chirurgica.Auguri!
Purtroppo le fistole enterovescicali di questi tipo e' improbabile che si chiudano senza terapia chirurgica.Auguri!
Dottor Andrea Favara
http://www.andreafavara.it
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 6.7k visite dal 19/07/2008.
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