Brutta notizia ad un cardiopatico

Buongiorno,
circa 1 anno fa mio padre (60 anni, non fumatore, diabetico) viene colpito da grave infarto. Ricoverato 3 mesi in terapia intensiva riesce in circa 1 anno, grazie all'installazione di un defibrillatore, a recuperare una discreta percentuale di motilità (30% circa). Da circa 8 mesi non ha avuto più aritmie di nessun tipo eo episodi particolari. Riesce a salire tranquillamente le scale e camminare autonomamente senza avere fiatone; passeggia tutto il giorno all'aria aperta.

In questa settimana purtroppo il fratello si è ammalato di leucemia, e la sua situazione è molto grave; i medici sono quasi convinti che non riuscirà a farcela (febbre continua a 40 gradi da circa 3 giorni).

Mio padre è a conoscenza della malattia del fratello è della gravità ma non conosce che purtroppo, ad oggi, le possibilità che riesca a superare il tutto sono veramente poche.

Purtroppo questa notizia in qualche modo dovrà essere riferita a mio padre, soprattutto se dovesse finire nella peggiore delle ipotesi.

Come possiamo parlare e spiegare una grave situazione come questa appena descritta ad un grave cardiopatico senza creare altri danni? Siamo in seria difficoltà.

Grazie in anticipo
Cordiali saluti
Dr. Mariano Rillo Cardiologo, Cardiologo interventista 10.1k 279
Ho difficoltà anch'io a esservi di aiuto....è più il buon senso e la discrezione da parte vostra a permettere di creare i minori danni possibili a suo padre che non il consiglio di un medico....sicuramente è delicato trasmettere una notizia così grave a un cardiopatico...non trasmetterla non so dirvi se sia peggio..mi spiace

Dr. Mariano Rillo
Specialista in Cardiologia con Perf. in Aritmologia
Clinica e Elettrofisiologia Interventistica

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Dr.ssa Chiara Lestuzzi Cardiologo 1.5k 64
La cosa più pericolosa credo sia in questo caso l'annuncio improvviso di un evento inaspettato. Dunque, tenere suo padre aggiornato sulle condizioni del fratello e anche dei peggioramenti clinici -in modo che si abitui gradualmente all'idea di un possibile esito infausto- è la strategia migliore. Inoltre, probabilmente nella sua malattia sarà stato seguito da qualche medico con cui ha instaurato un particolare legame, e che potrebbe aiutarlo a capire la situazione. Infine, non so in quale struttura sia ricoverato suo zio; nell' ospedale oncologico in cui lavoro io c'è un servizio di psicologia che aiuta non solo i pazienti ma anche i parenti. Provate a informarvi se ci sia anche da voi.
Per quel che riguarda voi, un consiglio valido in generale nel dare una brutta notizia è quello di farlo in un ambiente tranquillo e riservato (non in un corridoio di ospedale; meglio a casa), e di mantenere un costante contatto fisico (tenere la mano ecc.) e visivo (guardare negli occhi, senza distogliere lo sguardo) con la persona a cui si dà la notizia. Questo permette di accorgersi subito se è troppo turbato e di dosare quindi le parole.
Molti auguri a tutti.

Dr. Chiara Lestuzzi
Cardiologia, Centro di Riferimento Oncologico (CRO), IRCCS, Aviano (PN)

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