Deficit erettile e dubbi

Gentili medici,

Mi sono di recente rivolto a un andrologo per verificare finalmente una situazione che mi porto dietro da sempre.

Fin dall'età del mio esordio sessuale (avevo 25 anni) ho sperimentato "cilecche" in occasione dei primi rapporti.

Per questo motivo ho sempre dovuto far uso, all'inizio delle mie frequentazioni, dell'aiutino chimico rappresentato dal Cialis (assumendone quotidianamente 5 mg per alcuni giorni precedenti il rapporto).

Purtroppo non ho avuto modo in questi anni di sperimentare rapporti stabili di lunga durata, se si eccettua una convivenza di 6 mesi nel 2020 e un'altra nel 2021/22, durante le quali - superata la fase iniziale - non ho avuto mai grossi problemi nel penetrare le partner.

In questi anni sono inoltre andato varie volte a pagamento e anche lì mai avuto problemi nella penetrazione.

Ora, alla luce di questo ero convinto che gli esami andrologici avrebbero escluso cause fisiche e invece, con mia grande sorpresa, eseguendo rigiscan e ecodoppler penieno, è risultato che ho un problema di occlusione venosa.

Rigiscan: 3 notti di registrazione con rispettivamente 4, 5 e 2 episodi erettili.
Rigidità media del 26%, 24% e 23% (dovrebbe essere maggiore dell'80% a quanto leggo).

Ecocolor-doppler: iniezione intracavernosa di 6 microgrammi di PGE1.
Rilevati valori di picco sistolico ai limiti inferiori della norma a carico delle arterie cavernose.
Fase di dilatazione arteriosa nei limiti della norma.
Alterazione fase diastolica (VTD>13 cm/sec).

Se non interpreto male i dati il mio pene è praticamente morto e mi sembra così strano che si sia potuta creare una tale situazione in così relativamente poco tempo.

Se vi può essere utile mi sono operato di varicocele nel 2008, fimosi nel 2009 e ho assunto SSRI (sotto controllo psichiatrico, per ansia e sintomi depressivi) per vari anni, ma escluderei che questi possano aver avuto un ruolo nella problematica, perché durante la convivenza del 2020 ne assumevo 20 mg al giorno e facevo quasi quotidianamente un sesso più che soddisfacente con la mia partner dell'epoca senza usare aiutini (a parte le primissime volte assieme).

Da tutto questo quadro sorgono le mie domande: gli esami strumentali possono sbagliare?
Possibile che a 38 anni debba diventare dipendente da cialis (che è inoltre un farmaco costosissimo) a vita o optare per una protesi peniena?

Questi dubbi mi sono venuti anche perché ho letto che secondo alcuni andrologi la cosidetta "fuga venosa" non esisterebbe come problema e che la maggioranza di cilecche riconducibili a una defaillance venosa avrebbero origine psicogena.

Mi è venuto in mente di fare una prova andando a pagamento e vedendo se, come sempre è accaduto, riesco ad avere una penetrazione.

Se ciò dovesse accadere dovrei pensare che effettivamente il mio problema non abbia cause fisiche?

Grazie
Dr. Giuseppe La Pera Andrologo, Urologo 170 8
gentile utente ,
il suo caso è un caso abbastanza comune nella pratica andrologica e da quello che leggo mi pare di capire nonostante descriva la sua situazione con competenza tecnica che ci sia una certa confusione nell'affrontare il problema.

Nel suo caso è necessario affrontare il problema sotto diversi punti di vista e per email e da questa distanza non è possibile darle il consiglio giusto se non quello di affrontare il problema a 360 gradi e non a schemi o protocolli rigidi.

Pur non avendo un quadro completo del suo caso e non avendo fatto una visita con un esame obbiettivo rifletterei su queste 7 considerazioni:

1. Dopo 40 anni come andrologo ed oltre 40 000 uomini visitati sono molto prudente nel parlare di protesi a 38 anni. La protesi è spesso è una scorciatoia che potrebbe rivelarsi un rimedio peggiore del male. soprattutto in mancanza di una diagnosi certa, di una giovane età, di una storia di depressione ed ansia e di una mancanza ( al momento ) di una relazione stabile.

2. mettere una protesi senza aver fatto una diagnosi, valutato i vantaggi e gli svantaggi e le alternative terapeutiche è a mio avviso un grave errore.

3. Il dato positivo del suo racconto è che con il Cialis l'erezione funziona. Non è poco!!

4. Per quanto riguarda il costo sono usciti ormai da diverso tempo i farmaci generici che hanno abbattuto i costi di 2/3 rispetto ai costi iniziali.

5. Per quanto riguarda gli incontri a pagamento ho sempre sconsigliato i pazienti a praticarli per vedere se funziona. Tutto ciò non per motivi morali. Il mio lavoro ed il mio impegno non è quello di dare giudizi ma di aiutare gli uomini a superare una situazioni difficile talvolta complicata . Non sono d'accordo e non consiglio di praticare il sesso a pagamento perché doversi spogliare ed iniziare a fare sesso a "comando" non aiuta, contrasta l'erezione e porta all'erronea convinzione che c'è qualcosa che non va. Molti uomini che "funzionano" bene sessualmente spesso fanno "cilecca" in un contesto a pagamento proprio perché avere una erezione a comando non è fisiologico. L'idea che si possa avere una erezione in qualunque situazione non è la fisiologia della erezione e crea aspettative irrealistiche e dannose perché si cerca la soluzione in un posto dove non è possibile trovarla Lì, in quel contesto, la soluzione NON c'è.

6. tutti gli esami strumentali in medicina hanno bisogno dell'interpretazione di un professionista. E' come con il pilota automatico su un aereo. L'ultima parola spetta sempre al Pilota che ha la responsabilità della vita di tante persone. Fare la diagnosi non è fare un semplice esame e la disfunzione erettile non è una malattia ma un sintomo. Inoltre l'affidabilità degli esami non è mai del 100 %; Sia il doppler che il rigiscan hanno un tasso di errore importante e vanno integrati con il racconto del paziente e l'esperienza del professionista che fa la diagnosi e consiglia ciò che è più conveniente per il paziente.

7. infine ci sono molte situazioni nelle quali imparare ad accettare un minimo disagio è meno invalidante dell'essere portatore di una protesi che ha una vita biologica di 10 anni e raramente arriva a 15. Ma per affrontare questo discorso è necessario stabilire un rapporto professionale di fiducia tra paziente ed un andrologo di esperienza .

non esiti a scrivermi e a tenermi aggiornato
Dr Giuseppe La Pera

Dr. Giuseppe La Pera.
Specialista in Urologia ed Andrologia

https://www.youtube.com/@GiuseppeLaPera

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile
Utente
Utente
Grazie della risposta Dott La pera, a dire il vero l'opzione protesi é solo frutto di ricerche personali, il mio andrologo non me ne ha parlato.

Un'altra cosa di cui ho letto é la legatura della vena dorsale del pene, ma a quanto pare sembrerebbe un rimedio datato e non efficace.

Il mio andrologo mi ha prescritto cialis giornaliero per due mesi e un francobollo di Taladafil da prendere prima del rapporto (dal costo mostruoso), non sto prendendo nulla al momento perché ho chiuso da poco la mia ultima frequentazione.

Io anche alla luce del suo consulto e delle affermazioni circa il margine di errore degli esami continuo a pensare che ci sia una decisa componente psicologica in questa mia problematica.

Le volevo chiedere:

1) il fatto che col cialis funziono "dice qualcosa" sulla natura del sintomo? Ad esempio leggevo che nelle DE psicogene nemmeno il cialis dovrebbe funzionare.

2) esistono canali web legali per acquistare cialis con ricetta? Mi imbarazza terribilmente andare in farmacia.

3) Devo considerare delle sedute da un sessuologo?

Grazie
Segnala un abuso allo Staff

Consulti simili su disfunzione erettile

Consulti su erezione

Altri consulti in andrologia